
PORTE APERTE “NEPAL: L’INTOLLERANZA VERSO I CRISTIANI CRESCE”
NELLA FOTO: Un frame del video dell’aggressione pubblicato da ©AatmikTV
Gli episodi di persecuzione contro i cristiani sono in aumento in Nepal: gli estremisti indù sono molto attivi nell’incitare all’odio attraverso raduni, social media e altri mezzi di comunicazione. Recentemente, sono stati registrati due episodi di intolleranza anticristiana.
Umiliazione e molestie
Nel mese di agosto, un estremista indù ha aggredito e umiliato un leder cristiano interrompendo la funzione religiosa, schiaffeggiandolo e gettandogli del fango sul viso. Gli atti di violenza sono stati accompagnati da insulti e minacce verbali, con l’intimazione di rimuovere il locale della chiesa da quel luogo. Il fatto è stato ripreso in questo video.
Nazionalismo religioso
In un’altra occasione, alla fine di luglio, un estremista indù molto attivo, Dhurba Rajj Luitel, ha utilizzato i social media per sostenere la sua tesi secondo cui i cristiani starebbero strategicamente cercando di eliminare l’antica religione induista. L’uomo avrebbe raccolto dei dati sui cristiani locali con l’obiettivo di allertare la popolazione indù e agire contro chi si converte, proteggendo religione e cultura originarie del Paese.
Sebbene il Nepal non sia più ufficialmente uno Stato indù, la maggior parte degli atti persecutori nei confronti dei cristiani proviene dai gruppi radicali induisti che vogliono che il Paese torni alla sua religione d’origine. Molti cristiani nepalesi sono ex-induisti e per questo affrontano pressioni da parte delle proprie famiglie e delle comunità in cui vivono.
Il Nepal è alla posizione n.48 della World Watch List di Porte Aperte.
EQUIPAGGIA UNA SQUADRA DI RISPOSTA RAPIDA

Nei contesti di persecuzione un cristiano può trovarsi solo di fronte a una folla che lo aggredisce o alla propria famiglia che lo allontana da casa.
INTERVENIAMO SUBITO, INSIEME!
25 euro – allestisci un mezzo di trasporto per raggiungere il cristiano perseguitato
50 euro – aggiungi al mezzo di trasporto un kit di aiuto (beni di prima necessità, medicine o quanto necessario)
70 euro – aggiungi al mezzo di trasporto e al kit di aiuto, l’attivazione di una rete di supporto, necessaria per non lasciare solo chi subisce la persecuzione