SENZA PIÙ SPERANZA

SENZA PIÙ SPERANZA

Il figlio della vedova di Nain

Luca 7:11-17

11 E avvenne in seguito, ch’egli s’avviò ad una città chiamata Nain, e i suoi discepoli e una gran moltitudine andavano con lui. 12 E come fu presso alla porta della città, ecco che si portava a seppellire un morto, figliuolo unico di sua madre; e questa era vedova; e una gran moltitudine della città era con lei. 13 E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere! 14 E accostatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono, ed egli disse: Giovinetto, io te lo dico, lèvati! 15 E il morto si levò a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo diede a sua madre. 16 Tutti furono presi da timore, e glorificavano Iddio dicendo: Un gran profeta è sorto fra noi; e: Dio ha visitato il suo popolo. 17 E questo dire intorno a Gesù si sparse per tutta la Giudea e per tutto il paese circonvicino.

Essere senza speranza.

Mi sono ritrovato più volte a dover ascoltare persone che erano senza speranza a causa di una malattia o problemi finanziari…

La cosa di più naturale che si possa fare per loro è presentare Gesù.

Ma sempre più spesso sto riscontrando che questo capita anche con credenti, con chi ha fatto un’esperienza con Lui.

Quante volte nel nostro cammino cristiano ci è capitato di sentirci soli, pensare, o meglio farci convincere dagli eventi e dalle bugie del diavolo che Dio si sia “voltato dall’altra parte”, dimenticati e orfani.


Non posso esimermi anche io dal confessare che in alcune circostanze della mia vita, questo bugiardo pensiero si sia presentato alla mia mente.

 Ma vi posso anche dire che ho imparato dalla Sua Parola a non dialogare con tali bugie e ancor meno a cercare di riflettere su di esse.

Nel momento in cui si presentavano, ho imparato immediatamente a cacciarle via dalla mia mente senza lasciare loro alcun margine di azione.

La fede di sapere con certezza che Dio è nostro Padre, cresce e vive proprio in quei momenti difficili e bui.

Si eleva e diviene tangibile non solo a noi, ma a quanti ci stanno accanto proprio nelle situazioni SENZA SPERANZA.


Quanto ci facciamo rubare da chi è un profondo nemico delle nostre anime…

Abbiamo la cosa più preziosa del mondo eppure è quella che proprio i cristiani trascurano di più… la Sua Parola.

Mi sto ritrovando a ripetere sempre più spesso che “dobbiamo smettere di leggere la Bibbia”.

Questa affermazione immagino che possa far “rizzare i capelli” anche a chi non li ha.

Non solo te lo dico ma se vuoi lo ripeto…

Mi ritrovo spesso a confrontarmi con due tipologie di credenti:

  1. Quello che molto di rado la legge
  2. Quello che in un giorno ha letto anche più di 4 capitoli.

Il primo ovviamente non ha molta consapevolezza di quanto la Parola dica.

Il secondo spesso incamera grande conoscenza e, se ha una buona memoria, si ricorda a memoria i passi….

In entrambi i casi comunque il risultato è lo stesso: non si è lasciato che la Parola parlasse alle proprie vite.

Non dobbiamo leggere la Bibbia, ma dobbiamo permettere ad Essa di parlarci.


Quando lasciamo che Dio ci parli attraverso la Sua Parola, la nostra vita e soprattutto i nostri pensieri cominciano ed essere demoliti e solo allora l’identità di Cristo comincia a essere parte viva e integrante del nostro essere.

Torniamo al passo che abbiamo letto.

La Parola di Dio ci dice che c’è una donna a cui è morto l’unico suo figlio aggiungendo che è anche vedova.

In quel tempo non esisteva nessuna previdenza sociale, il sostentamento di una donna veniva prima dal marito e poi dai figli.

Alla luce di quanto abbiamo letto possiamo dire senza nessun dubbio che questa donna era SENZA PIÙ SPERANZA.


Il suo futuro ora era alla mercè della gente, in pratica doveva elemosinare dalle persone.

Mi piace moltissimo il versetto 12 E come fu presso alla porta della città… quasi che Gesù si trovasse lì per caso….

Caro ti voglio dire con profonda forza che Dio ha gli occhi sempre sulle vite dei suoi figli, e più che mai la Sua attenzione è sulle nostre vite quando siamo SENZA PIÙ SPERANZA.

Questa donna andava dietro il corpo senza vita del suo unico figlio, lei non solo aveva questo enorme peso nel suo cuore ma anche la consapevolezza che ora era sola e senza sostegno.

Davanti alla morte chi può dare speranza, quale uomo può cambiare tale situazione?

Che privilegio abbiamo di essere stati cercati, amati e salvati dal nostro Signore, il quale non solo ha sconfitto la morte ma ci ha anche promesso:

Matteo 28:20

…Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni


Al v.13 E il Signore, vedutala, ebbe pietà di lei e le disse: Non piangere

Al Suo sguardo nulla sfugge e il Suo amore va oltre ogni pensiero umano, Lui vede questa donna e ha pietà di lei.

Ora non oso immaginare cosa abbiano potuto pensare sia questa donna sia quanti erano lì, quando il Maestro le dice “non piangere”.

Di certo il più educato avrà pensato: “Questo è pazzo”; a una donna a cui è morto da poco il figlio e vedova, il minimo che si possa riconoscere è il suo dolore e la sua disperazione.

Ma Dio nella Sua Parola ci dice:

Isaia 25:8

l’Eterno, asciugherà le lacrime da ogni viso…

(vedi anche Apocalisse 7:17 e 21:4)

14 E accostatosi, toccò la bara; i portatori si fermarono…

Questo è un versetto molto importante.

Quando Dio si avvicina a noi, quando tocca la nostra vita dobbiamo fermarci.

Immaginate se coloro portavano la bara avessero proseguito il cammino… la loro destinazione era un cimitero, una valle di morti.

Abbiamo bisogno di fermarci e lasciare che Dio si prenda cura della nostra vita: Dio ti sta chiamando, ti sta cercando, e ti dice: “Fermati perché io sono la tua speranza.


Vedo spesso credenti e non, che davanti alla Sua Parola vanno sempre oltre e non si fermano, lasciano che i loro pensieri prendano il sopravvento così da rimanere sordi alle promesse di Dio.

NON SI FERMANO….

Ma che meraviglia avviene quando alla Sua voce ci fermiamo e lo ascoltiamo:

ed egli disse: Giovinetto, io te lo dico, lèvati! 15 E il morto si levò a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo diede a sua madre.

Ecco quel cammino che aveva una destinazione senza speranza, quel dolore che secondo il pensiero dell’uomo non poteva accettare il non piangere, quel “fermarsi” al tocco di Gesù produce VITA VERA.

Ma come abbiamo detto all’inizio non solo questa “vera vita” giunge a questa donna e a suo figlio, ma:

16 TUTTI furono presi da timore, e GLORIFICAVANO Iddio dicendo: Un gran profeta è sorto fra noi; e: Dio ha visitato il suo popolo.


 

Quanto di drammatico era avvenuto a questa donna, che alla luce di un triste e “ignorante” ragionamento umano poteva portare a dire che “Dio non solo si era dimenticata di lei, ma si era anche accanito sulla sua vita”, in realtà, la speranza in una situazione senza speranza non solo ha benedetto quella famiglia portandola al Salvatore, ma è divenuta uno strumento per la gloria di Dio.

Qualunque problema SENZA PIÙ SPERANZA tu stia passando, ricordati che Dio ha i Suoi occhi sulla tua vita e ti dice NON PIANGERE

Fermati al Suo tocco e lascia che Lui operi nella tua vita e nel tuo problema.

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